Autore: Alessandro Orlandi

  • amanita muscaria.Il fungo magico

    amanita muscaria.Il fungo magico

    Il fungo di Babbo natale????????, si ritiene che le renne volassero dopo averlo ingerito,???? le case dei Puffi, evidentemente un’allucinazione di Gargamella, il fungo che il Brucaliffo diede ad Alice nel Paese delle Meraviglie, simpatica la similitudine con l’effetto della Muscaria, nel concetto espresso dal Brucaliffo dato dal momento in cui Alice potrà vedere o più grande o più piccolo, il fungo che predice il futuro e che si ritenesse i Vichinghi mangiassero per il suo stato di ebbrezza che dona coraggio in guerra! Prima di iniziare, un’altra leggenda prevede che gli adepti bevessero l’urina degli Stregoni dopo che essi mangiavano il fungo; E’ molto reale, o meglio, il muscimolo (principio attivo della Muscaria) e’ escreto dalle urine e quindi può vantare i suoi effetti anche in questo modo.

    Arriviamo a noi, il Muscimolo, alcaloide imputato degli effetti psicoattivi del fungo è la forma decarbossilata dell’Acido ibotenico, quindi prima di un suo qualsiasi utilizzo, a scopo divinatorio, terapeutico o ricreativo il fungo dev’esser necessariamente essiccato e decarbossilato. A microdosaggi (1-4 gr/die) i suoi effetti so riconducibili ad una simil ebrezza, la percezione uditiva e visiva cambia, il coraggio accresce come la nostra autostima e prontezza di spirito. Indicato in quegli stati ansiosi e depressivi, dato l’effetto depressivo sul SNC, per la sua forma molto simile al GABA. L’effetto visivo e colinergico è dovuto invece alla Muscarina, contenuta in quantità minore (i suoi effetti posson esser mitigati con la tintura di Stramonio ma ne parleremo più avanti). Per gli scopi divinatori e allucinogeni il dosaggio è di circa 5-15 gr/die. La percezione degli oggetti cambia radicalmente, si hanno effetti di euforia e piacevoli allucinazioni. Le fasi di eccitazione e sonnolenza si alternano mentre con dosaggi ancor maggiori sono possibili mini blackout e amnesia retrograda.

    Per mitigare gli effetti indesiderati come la nausea è possibile assumere il CBD e la tintura di stramonio, quest’ultima mitiga anche gli effetti ansiosi ad alte dosi, gli effetti colenergici e visivi, inoltre blocca anche l’ipersudorazione e gli spasmi dovuti dall’ingestione del fungo, in caso di intossicazione.

    Qui troverete la nostra tintura di Stramonio

    QUI INVECE I NOSTRI FUNGHI GIA’ ESSICCATI
  • Stramonio: L’erba delle streghe

    Stramonio: L’erba delle streghe

    Tromba degli Angeli, erba delle streghe, indormia, noce spinosa, noce puzza, noce del diavolo, mela delle spine, noce velenosa, toloche, erba dei ladri, erba ratta e così via. Questi son solo alcuni nomignoli designati per questa pianta, ognuno con un significato ben distinto in base a quelle che son ritenute le sue proprietà magiche, a volte utilizzata per scopi non molto benefici. Tante le leggende e i miti attorno a questa pianta, avvalorati dalle sue proprietà indiscutibilmente straordinarie, che condivide con molte altre Solanacee, famiglia di cui fa parte. Se ne servivano i ladri per derubare le proprie vittime, facendogli bere un infuso con le foglie e i fiori, pratica molto pericolosa in quanto difficile da dosare e quello che si tramuta in sonno, spesso diventa eterno. Una leggenda del Nord, narra che il frutto proibito dell’Eden si tratti proprio dello Stramonio, tramutato poi, per punizione Divina, in questo piccolo e “brutto” fusto con la mela velenosa. Utilizzato anche dalle streghe nostrane, in quegli unguenti che venivano spalmati sulle parti più sensibili del corpo, provocando poi quei deliri di cui furono tanto accusate (nel Rinascimento e non nel Medioevo). Veniva utilizzato anche per correggere i comportamenti errati nei bambini e per attenuare gli stati di astinenza. Viene posto negli angoli delle coltivazioni, le sue radici rosicchiate dai roditori li uccide, le foglie fumate curano gli spasmi bronchiali asmatici (in dosi di 1,5 gr miscelate con piante ricche di mucillagini come la malva), inoltre pestate e applicate sul corpo curano geloni e contratture (pratica abbandonata per l’imprevedibilità di assorbimento dei suoi principi attivi). I semi in tintura sono sedativi, analgesici, antispasmodici, anti nevralgici, curano l’ansi, la solitudine e la ninfomania. La dose terapeutica molto spesso comporta anche alcuni sintomi da intossicazione, come la secchezza delle fauci e in dosi leggermente maggiori, midriasi. A dosi massicce si incorre in quella tossica, in cui si possono aggiunger convulsioni, deliri mentali, difficoltà di deglutizione, senso di oppressione e di soffocamento, difficoltà nel pronunciar parole e in casi peggiori anche il coma e la morte. Mai utilizzare la pianta cosi come la si trova, per qualsiasi uso se ne intende fare, ma solo dopo opportuna trasformazione, possibilmente in tintura eroica (1:10) facilmente dosabile.

    Per chi fosse interessato, qui i link del nostro Stramonio!

    https://www.arborescens.it/prodotto/tintura-eroica-semi-stramonio-non-ingerire-10-ml/
  • Il Lapacho.La corteccia amazzonica

    Il Lapacho.La corteccia amazzonica

    IL LAPACHO, TINTURA MADRE SPAGIRICA:

    UN VALIDO AIUTO PER:

    • CANDIDOSI,
    • DISBIOSI INTESTINALE,
    • INTOLLERANZE ALIMENTARI E ALLERGIE
    • MALATTIE DA RAFFREDDAMENTO (PREVENZIONE INFLUENZA)
    • AUMENTO DIFESE IMMUNITARIE

    LAPACHO PRINCIPI ATTIVI

    • LAPACHOLO
    • β-LAPACHONE
    • XILOIDONE

    costituenti che hanno mostrato di avere un’azione battericida e fungicida e antinfiammatoria

    Confezione: Flacone 50 ml.

    Indicazioni: Il Lapacho è utile contro l’invecchiamento cellulare e gli effetti dannosi sulle strutture cellulari cutanee indotti dai radicali liberi. E’ indicato per chi desidera aumentare la protezione degli antiossidanti per riparare i danni prodotti dai radicali liberi causati da stress, alcolici, esposizione al sole (radiazioni UV) o zone altamente inquinate.

    • Infezioni batteriche da stafilococchi, streptococchi, brucella, ecc.
    • Infezioni virali: influenza, raffreddore, herpes, polio, Epstein-Barr, ecc. per i suoi effetti antinfiammatori
    • Infezioni parassitarie, quali malaria
    • Infezioni della bocca, naso e gola
    • Disordini del tratto gastrointestinale: infiammazione delle mucose, colite, morbo di Crohn, polipi,dissenteria, ulcere peptiche
    • Disordini del sistema urogenitale: cistite, uretrite, prostatite, polipi vescicali, vaginiti, leucorrea, infiammazione della cervice uterina
    • Gastrite, ulcera gastrica
    • Ferite e ulcere
    • Anemia
    • Affezioni cutanee da scarsa eliminazione, eczema, acne, foruncolosi, psoriasi
    • Artrite
    • Dolori articolari
    • Arteriosclerosi
    • Debolezza cardiaca
    • Asma e bronchite
    • ipertensione

    Posologia
    : 21 gocce in acqua tre volte al dì, prima dei pasti.
    Mantenimento: 7 gocce in acqua tre volte al dì, prima dei pasti.

    ll Lapacho (Tabebuia impetiginosa) è un’ albero sempre verde, originario delle foreste pluviali dell’ America Latina, ma cresce ad altitudini in cui poche piante possono sopravvivere e dove l`atmosfera ha un elevato contenuto di ozono come le montagne del Paraguay, Argentina, Brasile e le zone montagnose della Bolivia e del Perù. Il Lapacho ha così sviluppato un sistema enzimatico, unico in natura, che, attraverso un considerevole numero di passi intermedi, permette alla pianta di resistere agli attacchi ossidativi dell`ozono ed alla formazione dei radicali liberi. Questo suo potere antiossidante, sviluppato nel corso dei secoli, ha selezionato le sostanze vegetali e gli oligoelementi necessari a questo scopo, per cui il Lapacho è uno scrigno che contiene un tesoro per l`uomo: il sistema antiossidante, e quindi antidegenerativo, più potente, totalmente biodisponibile, esistente in natura……….

    …….II Lapacho può essere utilizzato nelle infiammazioni della prostata, diabete, infiammazioni midollari, morbo di Parkinson, reumatismo,artrite, vene varicose, problemi di pelle, anemia, arteriosclerosi, asma, bronchite……………….

    Qui troverete la nostra tintura concentrata di Lapacho in Super Offerta!!!

  • Amaro Svedese di Maria Treben

    Amaro Svedese di Maria Treben

    Inci: Rheum Palmatum rizoma, Aloe Ferox succo, Angelica Archangelica radice, Cinnamomum Camphora, Curcuma Longa rizoma, Fraxinus Ornus, Cassia Angustifolia foglie, Carlina Acaulis radice, Commiphora Molmol resina, (Glycyrrhiza Glabra radice, Cinnamomum Zeylanicum corteccia, Allium Sativum bulbo, Pimpinella Anisum semi, Artemisia Absinthium sommità , Ocymum Basilicum foglie, Erythraea Centaurium sommità , Coriandrum Sativum semi, Foeniculum Vulgare frutti, Juniperus Communis bacche, Hypericum Perforatum sommità  fiorite, Lavandula Officinalis fiori, Melissa Officinalis sommità , Mentha Piperita sommità , Origanum Vulgare foglie, Rheum Palmatum rizoma, Curcuma Zedoaria radice, Zingiber Officinale rizoma, Illicium Verum frutto, Curcuma Longa rizoma, Eugenia Caryophyllata fiori, Gentiana Lutea radice, Laurus Nobilis foglie, Cymbopogon Schoenanthus foglie, Myristica Fragrans semi, Piper Nigrum grani frutto, Petroselinum Sativum semi, Salvia Officinalis foglie, Thymus Vulgaris foglie, Potentilla Tormentilla rizoma, Valeriana Officinalis radice, Angelica Silvestris radice, Arctium Lappa radice, Elettaria Cardamomum semi, Daucus Sativus semi, Allium Cepa bulbo, llium Schoenoprasum pianta, Myristica Fragrans arillo, Piper Nigrum grani frutto, Pimenta Officinalis grani frutto, Rosa Centifolia petali, Sesamum Indicum semi), Crocus Sativus stigmi.

    Le erbe svedesi vengono utilizzate per produrre il famoso amaro svedese. L’amaro è conosciuto in tutto il mondo per le sue innumerevoli capacità .

    Questo amaro viene utilizzato con grande successo sia per uso interno che per uso esterno. Risulta un rimedio utile in caso di: stipsi, emorroidi, cistite, eruzioni cutanee, candida, smagliature, problemi digestivi, coliche, mal di denti, mal di gola, dolori mestruali, dolori articolari e tanto altro.

    Le erbe svedesi sono in effetti una miscela di numerose erbe officinale capaci di dar vita ad un vero e proprio Elisir di benessere.

    La storia

    La scoperta di questo  amaro è attribuita a Maria Treban, una celebre scrittrice che annoverava tra le sue passioni anche quella per la medicina. Per tutta la vita mostrò profondo interesse per la farmacopea naturale e per le proprietà  delle erbe sulla salute umana. Essa non creò l’amaro, ma fece qualcosa di altrettando importante: la rese popolare aprendo la strada alla sua diffusione. La ricetta, infatti, era conosciuta solo dagli abitanti di alcuni paesini di montagna.

    Storia vuole che Maria, colpita da una grave forma di tifo, non riuscisse a guarire del tutto, nonostante tutte le cure mediche a cui si era sottoposta. La malattia durò finché un’abitante del luogo, nonché sua amica, intenzionata ad aiutarla, preparò per lei una bottiglia contente questo incredibile amaro.

    Maria, nel suo libro autobiografico, afferma che l’amaro la aiutò ad affrontare i dolori di questa malattia affermando che non ci volle molto prima che il tifo scomparisse del tutto.

    Proprio dopo questo episodio iniziò il suo approfondito studio sulle erbe naturali e sulle loro capacità . Poco alla volta modificò la ricetta originaria dell’amaro fino a crearne un prodotto unico, capace di fronteggiare svariate problematiche.

    Ad oggi ne esistono molte varianti, quella che qui vi proponiamo qui è una delle ricette più ricche e complete mercato, capace di combattere numerose problematiche del corpo e della mente.

    A cosa serve?

    Le erbe utilizzate per la preparazione di questa miscela hanno incredibili capacità  antibiotiche, germicida, antinfiammatorie, lassative, antibatteriche ed antiossidanti.

    Le erbe svedesi vantano innumerevole proprietà  benefiche che spaziano in ogni ambito e sono altamente nutritive. Tutte queste capacità  vengono poi passate all’amaro che si rivela pieno di principi attivi tra i quali: flavonoidi, sennosidi, fitosteroli, carotenoidi, crocina glucoside, crocetina, oli essenziali, tannini, inulina e tanto altro ancora.

    Esso presenta incredibile capacità  diuretiche, antipiretiche, cicatrizzanti, digestive, regolarizzanti, tonicizzanti e tanto altro ancora.

    Le erbe svedesi possono essere utilizzate in moltissimi casi. Vediamo i principali:
     

    • Contro la stipsi e le emorroidi: utilissime contro le emorroidi, eliminano i liquidi in eccesso e migliorano la salute di fegato e reni. Stimolano una corretta digestione. Aiuta contro tutte le malattie dello stomaco, giovando contro la stitichezza. Utilissimo in caso di cattiva digestione.
       
    • Contro le infezioni del sistema urinario: ottimo per la cura della cistite. In caso di dolori uterini basterà  prenderne un cucchiaio al mattino per 3-4 giorni per risolverli.
       
    • Contro i problemi della pelle: utile per uso esterno contro eczemi e dermatiti.
       
    • In caso di dolori muscolari/articolari: applicato direttamente sulle zone interessate aiuta contro l’infiammazione. Inoltre può essere assunto per via orale come antidolorifico.
       
    • Gli effetti sulla mente: agisce sulla depressione e sull’insonnia. Inoltre aiuta a rinforzare la memoria.
       
    • Antidolorifico: agisce contro ogni tipo di dolore. Utilissimo contro il mal di denti ed il mal di gola (specie se si effettuano dei gargarismi). Utile anche contro i crampi allo stomaco.
       
    • Gli effetti sul corpo: gode di incredibili capacità  cicatrizzanti, utile contro ogni tipo di vescicole. Utilissimo in caso di ferite o punture che guariscono con l’utilizzo esterno, limitando al contempo il dolore. Riesce inoltre a limitare la possibilità  di cicatrici. Viene spesso usato in caso di ustioni con ottimi risultati.
       
    • Mestruazione: da assumere in caso di ciclo abbondante e/o doloroso a parteire dal 14° giorno del ciclo.
       
    • Altro: aiuta in caso di offuscamento della vista, utile anche in caso di sfoghi sulla pelle e, più in generale come prevenzione.
    • Rafforza il sistema immunitario rendendolo utile contro ogni tipo di malattia. L’utilizzo regolare di questo amaro aiuterà  la pelle ad essere più giovane ed elastica.
       

    Come si usa?

    Come preparare l’amaro dalle Erbe Svedesi

    L’unico modo per ottenere il vero amaro svedese è quello di farlo da soli a casa utilizzando la nostra miscela d’erbe.

    Il processo per farlo è il seguente:
    ponete 100 grammi di erbe svedesi in 1 litro di alcool a 40°, lasciando macerare in una bottiglia. A questo punto la bottiglia dovrà  essere lasciata lasciata al sole (o vicino ad una fonte di calore) per circa 15 giorni. Ricordatevi di agitarli almeno 1-2 volte al giorno durante tutto il processo. Passati questi 15 giorni il liquido potrà  essere filtrato. Ciò che otterrete sarà  l’amaro tanto agognato e dalla incredibili capacità !

    Come preparare la tisana:

    Se ne volete uno privo di alcool potrete ottenere una tisana seguende le procedure comuni alla preparazione di qualsiasi tisana. Essa risulterà  però leggermente meno efficace dell’amaro.

    Per ogni tazza di 250 ml di acqua bollente si utilizzano 2 cucchiaini di miscela di erbe svedesi. Una volta versato il tutto nella tazza si può lasciar riposare dai 5 ai 10 minuti, per poi filtrare e dolcificare a proprio piacimento (con zucchero o miele).


    USO INTERNO dell’amaro
     

    • Come prevenzione è bene assumerne 3 cucchiaini al giorno, a distanza di circa 5-6 ore l’uno dall’altro. Potete berli direttamente oppure diluirli in una tisana o succo di frutta.
       
    • Se utilizzato per problemi digestivi potete aumentare le dosi anche a 5 cucchiani al giorno.
       
    • Per il ciclo si potrà  assumere a partire dal 14° giorno del ciclo, rispetto all’ultima ovulazione, assumendolo quindi per i 14 giorni prima del prossimo ciclo mestruale.
       
    • Per combattere l’insonnia dovreste assumerne 2 cucchiai la sera prima di andare a dormire.

    Si consiglia di assumerlo sempre alcune ore prima dei pasti. Può essere impiegato anche per gargarismi utili contro mal di gola, mal di denti e per la cura delle gengive.



    USO ESTERNO dell’amaro

    • Potete utilizzare un cataplasma da applicare in caso di contusioni, distorsioni, strappi, scottature, dermatiti, ferite ecc. Dovrete immergere una garza all’interno dell’amaro e poi applicarla alla parte interessata. Dovrete lasciare in posa per circa 2-4 ore.
       
    • Suffimigi: con le erbe svedesi potrete anche effettuare dei suffimigi facendo evaporare dell’acqua in cui poi verserete le erbe o l’amaro. Utile per combattere tosse, sinusite, naso chiuso e sintomi influenzali.

      Controindicazioni
      Il prodotto non è indicato per le donne in gravidanza o allattamento.
      Evitate la preparazione alcolica in caso di stomaco irritato, preferite la tisana.
      In caso di problemi al fegato o problemi con l’alcool preferite sempre la tisana.
      Se assumete altri farmaci consultate un medico.
      Evitate l’utilizzo esterno sulle parti più delicate (genitali, occhi ecc.).
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    https://www.arborescens.it/prodotto/amaro-svedese-500-ml/
  • Aloe Arborescens

    Aloe Arborescens

    L’Aloe Arborescens può vantare innumerevoli proprietà benefiche e salutari per il nostro organismo.

    Scopriamo più nel dettaglio quali sono i suoi benefici:aloe arborescens fiore

    aloe arborescens in fiore

    • Antitumorale.
      La principale attività svolta da questa pianta è quella di antitumorale che avviene in tre fasi: 1) Attraverso la stimolazione delle difese immunitarie dell’organismo (azione immunostimolante). 2) Attraverso l’induzione all’apoptosi (cioè al suicidio) delle cellule neoplastiche. 3) Infine l’Aloe Arborescens svolge un’azione anti-proliferativa, ovvero blocca l’avanzata del cancro e delle metastasi. I composti chimici che partecipano a questa triplice azione sono diversi. I più importanti sono senza dubbio i polisaccaridi e gli antrichinoni.
    • Antinfiammatorio ed analgesico.
      Sia ad uso interno che ad uso esterno l’Aloe Arborescens svolge una spiccata azione antidolorifica, riducendo l’infiammazione e alterando la sensibilità al dolore. Per questo motivo può essere utile in caso di ferite, ustioni, punture d’insetto, ma anche per meglio sopportare gli effetti collaterali della radio e chemioterapia.
    • Antiossidante.
      L’Aloe Arborescens per il suo altissimo contenuto di sali minerali e vitamine, vanta ottime proprietà antiossidanti. In particolare la vitamina C, E B2, B6, il germanio organico e l’aminoacido non essenziale, cisteina, sono dei potenti antiossidanti capaci di combattere i danni cellulari provocati dai radicali liberi.
    • Antivirale.
      L’acemannano, uno zucchero polimerico presente nel gel e nella foglia dell’Aloe, presenta significativa attività antivirale nei confronti di diversi virus. In particolare nei confronti del virus dell’HIV-1, dell’Herpes Simplex e del Paramyxovirus (il virus del Morbillo).
    • Antibatterico ed antifungino.
      I principi attivi contenuti nell’Aloe Arborescens, oltre alla già citata azione immunostimolante, offronto un aiuto diretto all’organismo nei confronti di numerosi batteri patogeni e funghi, tra i quali anche i temuti Escherichia coli e Candida albicans.
    • Cicatrizzante.
      I polisaccaridi e gli ormono vegetali contenuti nell’Aloe sono in grado di accellerare la riparazione del tessuto danneggiato e la formazione di nuovo tessuto epiteliale
    • Gastroprotettivo.
      I principi attivi contenuti nell’Aloe Arborescens permettono di risolvere i più comuni disturbi dell’apparato gastrointestinale come spasmi addominali, bruciori di stomaco, dolori e gonfiore addominale. L’Aloe normalizza le secrezioni intestinali, migliora la flora batterica intestinale, stabilizza il pH a livello di stomaco e intestino, migliora la funzionalità del pancreas e nel colon limita la proliferazione degli agenti patogeni riducendo i fenomeni putrefattivi.
      L’Aloe può aiutare anche in alcune forme di gastriti (ulcere peptiche) e di infiammazioni intestinali (colon irritabile); la sua efficacia è da attribuire alla sua azione cicatrizzante, antinfiammatoria, analgesica e alla capacità di rivestire e proteggere le pareti dello stomaco.
    • Lassativo e depurativo.
      Le foglie di Aloe Arborescens svolgono un’azione depurativa nel tratto gastrointestinale che rappresenta un distretto particolarmente adatto all’accumulo di tossine. L’attività depurativa è legata soprattutto ai polisaccaridi, che grazie alla loro particolare composizione ed alla consistenza viscosa, riescono a legare ed eliminare le sostanze tossiche prodotte nel corso dei processi metabolici, diminuendo così il tempo di contatto delle scorie con le mucose. L’azione lassativa è invece svolta dall’aloina.
    • Qui di seguito troverete la nostra preparazione artigianale secondo antica ricetta di Padre Zago:
  • erbe delle streghe e rituali magici esoterici

    erbe delle streghe e rituali magici esoterici

    Solanace sessuali, cibo Sabba rituali
    (sesso e piante, Julius Evola, M.Elide, G.Samorini, M. Aldrich)

    J.Evola: “I tradizionali culti per Dionisio, Bacco, Priapo, Sabasio (divinità frigia), hanno influito sia sulla modalità dei riti, sia sulla denominazione del Sabba (festa di Sabazio). Sul Sabba, sono attestati fatti di esperienza interna tipici e costanti. Per propiziare queste esperienze in individui, predisposti o meno, venivano usate sostanze aventi effetti analoghi ai filtri, polveri afrodisiache, sostanze narcotiche e stupefacenti: oppio[1], aconito[2], belladonna, giusquiamo, quadrifoglio foglie di pioppo, papaveri e grassi animali per farne unguento, che per assorbimento cutaneo, provoca un duplice effetto:

    a) sonno profondo con liberazione della forza plastica dell’immaginazione, sogni lucidi e visioni;

    b) il risveglio della forza elementare del sesso e la sua attivazione sul piano visionario e immaginativo in questione.

    Gli autori menzionano una consacrazione rituale delle sostanze impiegate: invocazione di demoni-geni delle sostanze e cerimonie magiche fatte loro”. Operazione intesa a dare una particolare direzione di efficacia all’azione delle droghe in uso. Questo fattore ha importanza fondamentale, la sua realtà dipende dal grado in cui i sacramenti siano percepiti oltre le pure cerimonie simboliche. Ciò fa la differenza fra l’azione generica e disordinata esercitata da stupefacenti e afrodisiaci sul primo venuto, e quella specifica, indirizzata ed evocata, nell’esperienza del Sabba. Una tradizione può esser presupposta: un fondo fisso di immagini portato da una corrente psichica collettiva, nella quale il singolo andava ad inserirsi nell’atto di aggregarsi ai gruppi praticanti: da qui la concordanza delle esperienze fondamentali che avvenivano in stato di sonno o transe, il corpo è immobile dove si trova mentre il soggetto crede recarsi fisicamente al Sabba.

    Esperimenti fatti dal XIV secolo da benedettini con persone che, dopo esauriti i preparativi rituali per recarsi al Sabba, furono legate al letto e osservate, mostrano che esse, spesso caddero in sonno profondo, letargico, che bruciature o punzecchiature non riuscirono a svegliare. Dato costante, nelle notizie, è che per recarsi al Sabba, bisogna che, dopo essersi unti e aver pronunciato formule, ci si addormenti. A prima vista direbbe che si tratti di orge della fantasia erotica vissute allo stato di sogno. Ma chiunque sappia che questo stato comporta cambiamento di livello di coscienza, il passaggio virtuale di essa al piano astrale o spirituale, pensa a qualcosa di più di una fantasmagoria soggettiva. De Nynauld, nel parlare delle varie specie di unguenti, ne distingue alcuni che “provocherebbero un trasporto fuor di semplice illusione sotto sonno profondo”, l’effetto sarebbe una dislocazione o bilocazione e ciò rende il Sabba, diverso da una solitaria allucinazione soggettiva.

    I fenomeni di bilocazione sono fenomeni menzionati nelle vite di diversi santi cristiani. Nelle verifiche dei benedettini e di Gassendi, furono constatati casi di sdoppiamento: chi giaceva immobile e inanimato sul letto per effetto delle droghe, poté talvolta riferire con esattezza ciò che avveniva nei dintorni. Per cui esiste la possibilità di esperienze, che, pur restando essenzialmente psichiche, presentano una dimensione oggettiva.

    D’altra parte nel Medioevo continuaron residui di riti estatici antichi, che culminavan nell’atto sessuale come in un sacramento avendo molti dei caratteri del Sabba. Vi figurava Cernunnos una divinità cornuta, compagno della Terra;

    un altare ad esso dedicato è stato scoperto sotto le fondamenta del tempio della Grande Dea cristiana, di Notre-Dame di Parigi.

    Da confessioni spontanee, senza tortura, di partecipanti alla cerimonia reale, l’esperienza era vissuta in una transe lucida e assicurava la vita eterna. Giovani donne affermarono di essersi recate al rito per rapimento, nel cuore e nel volere, da parte del Dio, che esso era la suprema religione, che il Sabba era il vero paradiso di piaceri estatici indescrivibili, che perdevano il peso del corpo e acquistavano un corpo nuovo come angeli; delle lor esperienze andavano fiere e affrontarono la morte con la stessa tranquilla fermezza dei primi Cristiani.

    Le esperienze del Sabba sono evocazioni torbide di archetipi e di situazioni rituali, rifacentesi a precisi culti orgiastici antichi, serbati nella subcoscienza collettiva, ricettacol d’immagini già vissute e capaci di rivitalizzarsi sul piano sottile; ad esse si mescolano scorie d’ogni genere del subcosciente individuale, di persone del popolo che avevano perso accesso alla preparazione regolare tipica degli antichi Misteri, per causa di una distorsione o degradazione specifica, causata o dovuta alla presenza di una tradizione diversa, come quella cristiana, che a tutto ciò che è sesso dava un carattere peccaminoso.[3]

    De Guaita ha ricostruito la struttur prevalente delle esperienze del Sabba, cerimonia in cui riaffiorano i riti del Mistero afroditico.[4]

    Nel convegno diabolico appariva la regina del Sabba come giovane donna nuda, spesso vergine, di particolare bellezza portata da un ariete nero. Dall’ufficiante la vergine veniva iniziata con successivi sacramenti, unta e poi stuprata su un altare, il che, secondo una testimonianza, le faceva vivere “un meraviglioso e orribile tormento”. Seguiva un’orgia generale, ove il modo antagonistico di manifestarsi di un eros elementare, cioè allo stato libero e disciolto da ogni forma, spesso si drammatizzava in rapporti adulterini, incestuosi o contro natura, oltre l’esperienza di un possesso carnale polimorfo simultaneo vissuto dalla nuova sacerdotessa. Sul corpo disteso di lei, come su di un altare palpitante, il re del Sabba, in figura umana o semiumana, ufficia, offrendo grano allo Spirito della Terra, principio di ogni fecondità, talvolta liberando anche degli uccelli come rito di una liberazione pei convenuti alla tregenda (evocazione del demone della libertà, detto a Roma Liber). Viene talvolta impastata una focaccia per procedere ad una confarreatio, cioè una comunione per mezzo della consumazione di parti di essa distribuite ai convenuti. Si vuole che per ultimo la regina del Sabba si alzasse e, quale vittima trionfante gridasse formule quali: «Folgore di Dio, colpisci, se l’osi”

    “Rallegriamoci oggi, il Cristo è consumato”.

    Chi partecipava a tale iniziazione orgiastica otteneva la pentecoste, ossia rivelazione di segreti e di procedimenti per la composizione di filtri, veleni, elisir e altri doni classici.

    Nel Sabba, spesso era Diana a venire evocata (fino al Cinquecento ire ad Ludum Dianae fu sinonimo di recarsi al Sabba); insieme a Lucifero, evidente trasposizione invertita del dio maschile luminoso. Diana come Kali, figura centrale coi tratti ambivalenti dell’archetipo femminile, soavi e terribili, elargitrice di grazie e distruttrice. Il monte della tregenda e della notte di Valpurga è quello in cui Venere prende dimora, monte trasformatosi, in prospettiva cristiana, in luogo demonico e di peccato. Gli ultimi riti venivano allora celebrati presso rovine di templi pagani, ruderi antichi su vette sacre ad Ermete, dolmen e altri monumenti megalitici.

    In moltissime popolazioni, con le orge si cerca di sventare crisi cosmiche o sociali (siccità, epidemie, anomalie meteo) oppure conferire un supporto religioso (scatenando la potenza sessuale) a eventi propizi della vita umana. Sia di fronte a una crisi minacciosa che a un evento felice, grazie a rapporti sessuali indiscriminati ed eccessivi, la collettività si immerge nell’epoca favolosa delle origini. Ciò appar evidente nelle orge periodiche della fine d’anno o a intervalli sacri, dove questo tipo di orgia rituale, rivela la funzione originale dei rapporti promiscui collettivi: l’orgia ritualizza il momento della creazione, lo stadio beato delle origini quando non esistevano ancora tabù sessuali o morali né norme sociali.

    Tra i Daiachi Ngadju la fine dell’anno significa la fine di un’era e di un mondo. Le cerimonie indicano chiaramente che c’é un ritorno al tempo precosmico della totalità sacra. Durante questo periodo, tutta la popolazione del villaggio ritorna all’età pre-cosmogonica, nel desiderio di raggiungere la perfetta totalità avanti la creazione. Norme e divieti sono sospesi fin tanto che il mondo non abbia cessato di esistere. Nell’attesa di una nuova creazione, la comunità vive nella totale, primordiale, natura divina. L’orgia ha luogo in armonia con i comandamenti divini e coloro che vi partecipano recuperano in loro stessi la totale natura divina. “Non è questione di disordine, ma di un ordine diverso”.

    La tribù degli Aranda, nell’Australia centrale, celebra periodicamente le opere creative degli antenati mitici quando vagabondavano per il paese. L’epoca favolosa, per gli Aranda è l’età del sogno: ogni specie animale si lasciava catturare con facilità, c’era abbondanza di acqua e frutti, gli antenati erano liberi da tutte le inibizioni e frustazioni che affliggono ogni essere umano vivente in comunità organizzate. Il paradiso primordiale ossessiona ancora gli Aranda. I brevi intervalli delle orge rituali, quando ogni divieto è sospeso, sono ritorni alla libertà e beatitudine godute dagli antenati.

    Tale nostalgia per il tempo beato delle origini mitiche sembra inestirpabile. Gli Adamiti, una setta boema dei secoli XIV e XV, cercavano di recuperare lo stato di innocenza di Adamo, antenato mitico. Praticavano il nudismo e il libero amore, e uomini e donne vivevano insieme in una perfetta, disinibita libertà sessuale. Nella prima metà del XIV secolo, Lazaro, un monaco del monte Athos ed ex Bogomilo, fondò una setta propria e proclamò il nudismo il mezzo migliore per ritrovare la condizione anteriore alla caduta. Teodosio, predicatore itinerante, fondò un’altra setta, che oltre a praticare il nudismo, incoraggiava i suoi seguaci a indulgere a eccessi orgiastici per ricevere la grazia del pentimento. Giustificazione analoga era addotta nel XX secolo dalla setta russa degli Innocentisti, che vivevano in caverne sotterranee praticamente nudi e impegnati esclusivamente in rapporti sessuali indiscriminati, sperando che la redenzione venisse loro dall’enormità dei loro peccati.

    Si esita classificar cristiani gli orgiasti sfrenati. Causa, la demonizzazione ebraico-cristiana della sessualità, che ha fatto sì che qualsiasi genere di orgia venisse considerata satanica, sacrilega e degna delle punizioni più severe. Ma neppure nel giudaismo e cristianesimo si è riusciti ad estirpare del tutto la sacralità della vita sessuale. I tentativi di recuperare poteri e beatitudine perduta, sono accompagnati da radicali modifiche dei costumi sessuali.

    I teologi erano ben consapevoli dei poteri magico-religiosi della sessualità, poteri capaci di trasformare cristiani in eretici sacrileghi e in pericolosi esseri demoniaci.

    Denunciare le streghe come adoratrici di Satana era una conveniente routine. L’elemento decisivo stava nel fatto che le loro orge, immaginarie o no, potevano mettere a repentaglio, al pari di quelle degli eretici, le istituzioni sociali e teologiche. Le orge, infatti, scatenavano speranze, nostalgie e desideri tendenti a un modo di vivere diverso da quello dell’esistenza cristiana tipica.

    Gli eccessi sessuali rituali perseguivano obiettivi che andavano di là della gratificazione voluttuosa. Non era mero desiderio carnale a indurre le donne delle campagne a diventare streghe, ma l’oscura speranza che infrangendo i tabù sessuali e partecipando alle orge demoniache, la loro condizione sarebbe in qualche modo mutata. In definitiva,

    la tentazione della stregoneria, derivava dalle forze magico-religiose contenute nelle pratiche sessuali proibite, fosse pure immaginario l’universo in cui tali avventure si compivano. La maggior parte delle streghe ha sempre fatto riferimento alla mancanza di piacere nel commercio sessuale con il diavolo. Leggendo le loro deposizioni, si ha più l’impressione di severe prove di iniziazione che feste di piacere.

    Tal carattere penoso delle orge delle streghe era noto, al di là delle estorsioni alle accusate, ci sono casi di deposizioni spontanee di rapporti sessuali con il diavolo, in cui giovani ragazze (che a una visita medica risultavano vergini) descrivevano con particolari il loro stupro iniziatico ad opera del diavolo.

    Le pratiche orgiastiche reali o immaginarie rivelano ed esprimono una protesta radicale contro la situazione religiosa e sociale, specie in tempi di crisi e catastrofe. Ribellione contro istituzioni cristiane, dimostratesi incapaci di salvare l’uomo e viste in decadenza libera nella corruzione delle gerarchie ecclesiastiche.

    Infine, sono la testimonianza di una nostalgia religiosa, di un intenso desiderio di tornare a fasi culturali arcaiche, a recuperare il senso perduto della beatitudine delle origini e, insieme, la speranza di scoprire un modo nuovo e creativo di essere al mondo.

    “Unguento unguento,

    mandami alla noce di Benevento

    supra acqua e supra vento

    et supre ad omne maltempo”.

    Formula ripetuta in tutte le versioni dei racconti sulle streghe che si davano convegno sotto il celebre noce. Molti assertori della realtà del volo, dichiarano di aver assistito personalmente all’unzione e di aver potuto accertarsi che la strega rimaneva nello stesso luogo dove s’era unta, cadendo in un deliquio, seguito da sonno profondo, e svegliatasi, avrebbe raccontato l’avventura astrale.

    Inclusi medici e scienziati, nessuno venne sfiorato dall’ipotesi che le cause erano da ricercare in ambito fisiologico: patologie organiche, carenze alimentari, intossicazioni.

    Paracelso, preso atto delle conoscenze di medicina popolare (erboriste, ostetriche, cerusici e boia), intuì la composizione di quell’unguento che Pietro Andrea Mattioli trascrive in una ricetta: sugna, resina e fiori di canapa, rosolaccio e semi di girasole.

    Della Porta prende coscienza del rapporto fra le sostanze dell’unguento e il delirio indotto:

    “Mi accadde di avere a disposizione una vecchia la quale, spontaneamente e in breve tempo, mi offrì la soluzione del problema. Comandò che venissero mandati fuori coloro che io avevo chiamato a testimoniare e mentre noi la stavamo a spiare da una apertura della porta essa si spogliò e si frizionò vigorosamente con un unguento che, a causa dei suoi succhi soporiferi, la fece cadere in un sonno profondo. Allora aprimmo la porta, ma essa, svegliatasi, ci cacciò a male parole, ma poi cadde completamente priva di sensi. Noi ritorniamo fuori e, piano, il potere del filtro perde i suoi effetti. Essa si risveglia, inizia a delirare e dice di aver attraversato mari e montagne. Noi affermiamo di non essere convinti di quanto ci dice e lei insiste, perdiamo la pazienza, ma lei si ostina ancora di più”. Della Porta conclude: “Una esagerata bramosia di sensazioni morbose ha talmente invaso lo spirito umano da portare all’abuso di sostanze che la natura mette a disposizione. Di molte di esse riunite insieme sono composti gli unguenti delle streghe, i quali, benché mescolati a superstizioni, mostrano a chi li esamina, che la loro efficacia proviene da forze naturali. Dirò quanto ho appreso dalle streghe. Esse cuociono in un vaso di rame grasso animale stemperato con acqua. Cocendo, l’acqua evapora e nel vaso rimane una pasta, a cui le streghe aggiungono aconito, foglie di pioppo, sangue di pipistrello, solano sonnifero e olio. E’ possibile mescolarvi anche altri ingredienti non dissimili. Appena l’unguento è pronto se ne spalmano il corpo, strofinando la pelle fino ad arrossirla, in modo che si rilasci e si dilatino i pori e l’olio penetri più profondamente nei tessuti provocando una reazione più rapida e violenta”.

    [5]

    Verbasco e valeriana, sono sedativi

    Rospo e fustigato, per ottener veleno

    dubbie erbe di streghe, Salice e Cicuta

    Luppolo e Colchico, e la Digital confuta

    [6]

    Gli unguenti delle streghe calmano il dolore e spesso lo guariscono, ma sovente danno reazioni tossiche. Molti ingredienti entrano nella pomata con funzione vulneraria (foglie di pioppo), sedativa (solanacee), antiflogistica e antibatterica (olio di iperico) leniscono i dolori, curano i mali dando in aggiunta “sogni dilettevoli” che soddisfano le “bramosie di sensazioni morbose”.

    In genere gli stati tossici indotti dall’uso di questi farmaci neuropsicoattivi provocano nell’individuo una lacerazione del tessuto connettivo coscienziale fra immagini di origine sensoriale e immagini endogene che si presentano con carattere percettivo e son vissute dal soggetto come autentiche, tanto che sono ritenute immagini reali. Si induce un feed-back positivo: coloro che sono affetti da piaghe dolorose o varie ricorrono alla strega erborista per avere lenimento e questa, nel procurare loro un potente analgesico (ipnotici, tranquillanti, neurolettici) inizia costoro, inconsapevolmente, ai misteri del Sabba, e reiterando, li lega ad essi.

    La famil di solanacee, usa il triptofano

    A produrre l’alcalò, che medicine fanno

    Bocca secca danno, e la pupilla dilatata

    Pression tachicardia, sete più ampliata

    [7]

    Il Peperone crudo, contiene capsicina

    sapor acre piccante, C antiscorbu vitamina[8]

    Millenni avan Colombo, nell’Africa arrivò

    d’Americhe a tribù, con scambi propagò

    Digestiva tonificante, del sistema nervoso

    Antiemorragica riduce, stasi perdite sangue

    Così è antiemorroidi, unguento interessante

    Assieme al tabacco, attraversò l’atlante

    La prima pian tabacco, naque sul luogo

    Dove giovan coppia, ebbe amor rapporto

    Il tabacco nativo, è una pianta rivelatrice

    Haisa chiamata, quan fumata copulatrice

    Uomo e una donna, cercavan loro cavalli

    S’incontrano per caso, e aspettan ripartir

    Assieme sotto un alber, siedono a parlar

    Giacer’assieme vanno, com a conversar

    [9]

    Quando fur rialzati, l’uomo se ne andò

    Lungo la sua strada, così fece la donna

    La seguente estate, il maschio passo là

    Vide pianta bella, un tabacco a vegetàr

    Melanzana in India, origina poi viaggia

    Con gli arabi qua e là, Spagna e Amerikà

    Ricche d’acqua sono, uno stimolo pei reni

    Potassio fosfor calcio, e A C vitamin tieni

    Autoimpollinate, ha tannino e color viola

    Una forma protezione, da ultravioletti sole

    Grand’antiossidante, melanina melanzane verdura-frutta viola, gli antocian san dare
    [10]

    Epatoregolatrice, della bile e colesterolo

    Depurativa è pure, ed è blanda lassativa

    forchetta schiacci polpa, con yogurt o sola

    per maschere nutrienti, 20 minuti ancora

    Solanum dulcamara, contiene solanina

    così il Solanum nigrum, legger allucinanti

    Dàn senso d’ebbrezza, ansia o rilassanti

    cefalea ed insonnia, ninfomani eccitanti

    Atropa belladonna, fu solan sonnifero

    Pianta perenne, diffusa in tutta Europa

    In macchie radure, su strade boschive

    Suoi frutti son bacca, luci nere ciliegine
    [11]

    Più erbe delle streghe, son di tale gruppo

    Tutte dose-dipendenti, bassi-alti dosaggi

    Dà euforia e benessere, memoriali sbalzi

    Vari tipi spazio-tempo, nei dosaggi bassi

    Mentre alle alte dosi, appaiono midriasi

    Allucinazion delirio, offuscamento psiche

    Scende calor e polso, comatosi è la via

    L’avvelenato infine, muor per asfissia

    Dopo grandi dosi (Dose Letale:10-15 bacche), l’avvelenato diviene soporoso, comatoso, la temperatura cade, il polso diviene piccolo e si ha morte con sintomi d’asfissia. La scopolamina è il più velenoso degli alcaloidi della belladonna. Se somministrato a una dose di 0,5 mg., compare uno stato lieve d’esaltazione, inceppamento della lingua, ottundimento psichico, senso di peso al capo, come se vi fosse sopra un corpo pesante; si ha la impressione che una forza invisibile chiuda le palpebre; la vista è confusa, gli oggetti sembran aver preso forma allungata; ad occhi aperti si han varie allucinazioni visive, poi le palpebre si chiudono al sonno, pieno di fantasmagorie. Poiché la sua allucinasi, è più spiccata di quella da atropina, esistono anche allucinazion visive d’indole terrifica e disgustosa, dell’olfatto e del gusto. Atropina e scopolanina penetrano facilmente per mezzo della cute e della mucosa, con bevande, pomate, impiastri. Penetrano rapidamente anche col fumo delle sigarette antiasmatiche, attraverso i polmoni, ma estrinsecano piena azione se somministrate via anale. Tutti questi modi erano attuati dalle streghe (pomate, fumigazioni, bevande). La dose letale di questi alcaloidi, è relativamente alta; frequentemente, anche dopo avvelen. con sintomi assai gravi, avviene la guarigione. Le streghe, naturalmente, non usavano gli alcaloidi, ma le piante che li contengono. Fra le più note Atropa belladonna, detta “erba delle streghe”. Contiene 0,30-0,80% di atropina nelle foglie, radice e frutto. Il contenuto in scopolamina è scarso ed il quadro di avvelenamento è uguale a quello per atropina. Solo quando si somministra per bocca compaiono nausea e vomiti per azione irritante dei componenti accessori sullo stomaco. Forse a evitare questi inconvenienti, come pure per il rapido assorbimento per la mucosa rettale, le streghe, preferivan l’introduzione via cutanea.

    Hyoscyamus niger, è pianta biennale

    Comune in Europa, alcaloidi nelle foglie

    Nei frutti e nei semi, e tien scopolamina

    In grado superiore, quindi azion affina
    [12]

    È chiamata Apollinaris, già in antichità

    Per la spiccata azione, profè capacità

    La usavano le pizie, o sibille oracolari

    seguendo prescrizioni, di protocol rituali

    • preghiere del VI secolo:

    “ora voi tutte, erbe potenti invoco

    Madre Terra vi generò, ai popoli vi donò

    in voi medicina, salvifica condensò

    io vi scongiuro, in atto supplichevole

    statemi accanto, con forza amorevole ..

    “Sant’antogno mio più non dormì

    Tre nuvole dal cielo vidi apparì

    Una porta acqua, una porta vento

    Una porta.. gran tempestamento

    Sant’antogno, coll’iniorate sante

    Libera le vigne, le case e le campe”

    Pioggerella non venì,

    San Giovani sta dormì

    Su braccia del Signore,

    resti l’acqua e venga sole

    Datur annual’eretta, frutt ovoide spinose

    In tutti i continenti, ha foglie scur rugose

    Contien atropina, iosciamin e scopolamin

    sintetizza radici, ma serban foglie e semin

    [13]

    Atropina isolata, è più sicura negli adulti

    Se in tossiche dosi, sà dar perdita coscienza

    Pericolosa nei bimbi, la morte può arrecàr

    Morbo Parkinsòn però, gli riesce di trattar

    Contrast’avvelenamenti, da nervini pesticidi

    Ulcere peptiche, diarrea e asma bronchiali

    I tropanici alcaloidi, son buoni anticolinergi

    Atropin per via intestino, circola più energi

    Tropanici alcaloidi, del gruppo solanacee

    Datura belladonna, mandragor e giusquiàm

    Usati qual collirio, per effetto iosciamina

    O simil sapo rospi, sui tagli si strofina

    [14]

    Datura cur ferite, fratture e antidolore

    A seconda dell’effetto, è usata la radice

    In forma bevanda, oppur fumando foglie

    Mescolat’assieme, per impiastri doglie

    La Datura stramonium, conosciuta col nome di pane spinoso, erba del diavolo, erba delle streghe, erba dei demoniaci. Oltre ad allucinazioni, provoca uno stato di stupore psichico con amnesia retrograda ed anterograda. Gli avvelenati presentano delirii da ebbrezza lucida ed esercitano differenti atti in modo puramente automatico. Nonostante l’apparente coscienza hanno l’attenzione e la capacità assimilativa totalmente paralizzata. Di questa azione facevano uso, i ladri per stupefare le vittime, od anche per crimini libidinosi. Datura, usata come medicinale o veleno, deriva dal termine indù dhatureas, una banda di ladri dell’antica India che usava la pianta come sopra e come siero della verità; ad Haiti, è chiamta concombre zombi, ingrediente attivo nella polvere zombie usata dalla giustizia tribale, per seppellir la coscienza di malviventi condannati, per un tempo variabile, a servire da schiavi. Quando cessa lo stupore, rimane ancora una certa confusione mentale con tendenza, a riempire le lacune amnesiche con confabulazioni. Tra le descrizioni delle streghe, ve ne sono alcune interpretabili come stati di avvelenamento con stramonio. Pure la leggenda della maga Circe può alludere allo stramonio indicando il veleno usato.

    Consumano bevanda, radici di Datura

    I giovan Tubatulobal, tribù di California

    Raffinano la vista, a vedere gli animali

    Che diventeran, loro spiriti guardiani

    Far visita potranno, curar infonder vita

    Ideale di visione, che intero gruppo invita

    Sinergie coi vari regni, tutti cercheranno

    Loro totem poi, uccider non potranno

    I nativi americani, sanno dell’affinità

    Tra lo stato delle piante, e la sessualità

    Atto dell’amplesso, e atto d’ingestione

    Capace di mutare, la cosciè interiore

    Datura per navajo, sessuali eccessi cur

    Cinque giorni cerimonia, vomito e sudor

    L’emetico è prodotto, con piante raccolte

    Presso i picchi fallo, Testa Glande forte

    [15]

    Ambigua datura, potente e pericolosa

    Dicon pure gli Hopi, dipende da chi l’usa

    Chimon Mana piacente, a caccia d’amanti

    Fanciulla miete pazzi, oppure spasimanti

    Prostitution Way navajo, frenetica magia[16]

    Usata per curare, e armonia sociale dare

    Con piante di datura, amare e divinare

    È l’ultima risorsa, pei ladri rintracciare

    Ritrovano i navajo, molti tipi di magia

    Presso loro feste, cerimonie fier che sia

    Profittator d’amore, spruzzano per tempo

    Sensi pelle schiena, goccie dell’unguento

    Per esser liberati, dall’incantès d’amor

    Bisogna rintracciar, un curander cantor

    Pur il cacciatore, che ricorre a tal magia

    Frenetico finisce, ad amar chiunque sia

    Berdàche dei navajo, conoscono suo ruolo

    Datura può stregare, e protegger da magie

    In cerimon iniziazione, vìè rito di ciambella

    Maestro sputa bolo, dal buco in bocca bella

    Apprendista allor inizia, a correr delirare

    E ridere finchè, riceve pianta antagonista

    L’Occhio di Cervo, che inibisce l’atropina

    Dop’iniziazione, apprendista è medicina

    Bisogna usar la pianta, senz’interruzioni

    Così che ti conosca, e male non ti faccia

    Interrompi 2/3 anni, non ti riconosce più

    Allor la cerimonia, iniziazion ripeti orsù

    Nel sud California, in riti passaggio

    Prendon datura, Toloache in nahuat[17]

    Dio Chungichmish, trasmise il rituale

    Per dare salute, e vital prosperare

    [18]

    Svolto all’aperto, febbraio o marzo

    Prim d’uso rituale, istruivan gli anziani

    Agli adolescenti, canti e storia del clan

    E gli obblighi vari, verso la lor società

    Via dal villaggio, pochi giorni isolati

    Fan dramma lezioni, anzian in costume

    Mai sonno e più corse, psicofisi pressione

    Metton ragazzi, in crescente tensione

    Psicologico stress, precedente il rituale

    Apprendimento rapìdo, in lor età liminale

    Rigoroso digiuno, e datur trita in bevanda

    Acqua radici gambi, in giorni maceranda

    In stati incoscienza, si producon visioni

    Che posson durare, da 2 a quattro giorni

    La pianta potrebbe, dar disordin mentali

    Psicomoti disturbi, e cuor spasmi mortali

    In questo travaglio, acquistano i ragazzi

    Gli spiriti guardiani, per la loro protezione

    Durante la trance, soprannatural’ incontri

    Oggetti ed animali, svelati nei confronti

    Partecipant a rito, grupp’interpretazione

    Scoprono gli anziani, i talenti da visione

    Ciascun ragazzo vede, ruolo o vocazione

    Tracciato suo futuro, in solchi tradizione

    Jivaro d’Ecuadòr, Daturan bimbi ribelli

    Si che gli antenati, l’istruiscono più belli

    Algonchin riti passaggi, reclusi 20 giorni

    Consuman wysoccan, adulti son bicorni

    È culto toloache, tracciato nei rupestri

    In piccole grotte, e più rifugi della zona

    Rituale ha provocato, la grafica visione

    Trascendèn creature, e vita d’interiore

    Usan i Chumash, datur precolombiana

    In segreta sociatà, ch’è Antap chiamata

    Tutti i capi tribù, riuniva in aggregazione

    Per cerimonie fare, assiem offert al sole

    [19]

    Momoy nome chumash, è Nonna Datura

    Importan divinità, vedova ricca medicina

    Capace a far riviver, morti e curar malati

    Ber acqua del suo bagno, fa tornar rinati

    [20]

    Momoy è la guardiana, di riti e tradizioni

    Ha un orfano nipote, che alleva da saman

    Coyote vecchio uomo, trickster di coscienza

    Potente cacciatore, dà datura adolescenza

    Atropa Mandragora, la sua azione è simile alle piante sopra ricordate. Il succo della pianta fresca, radici e frutta, hanno iosciamine, scopolamina e mandragorina. Provoca allucinazioni, eccitazione maniacale o melanconia e sonno profondo, in genere a carattere scopolaminico. Nota come erba magica, oltre che per l’azione farmacodinamica, per la forma biforcata della radice, paragonata alla figura umana. Era chiamata infatti antropomorphon o semihomo. Da questo hanno l’origine le leggende sul pericolo mortale di strappare la pianta e l’uso delle radici come amuleti, come pure l’idea che essa sia la reincarnazione dello spirito del fuoco. La Mandragora era anche usata dalle streghe perché contiene gli stessi alcaloidi e per le sue virtù farmaco-dinamiche, che la rendono simile al giusquiamo.

    Mandragora radice, influenza forze num

    Dell’uomo e di Natura, fa spose le ragazze

    Aumenta latte in vacche, fortun fecondità

    Affari a lieto fine, armonia e prosperità

    Incanto può svanir, pur s’un can s’accorge

    Efficacia poi decresce, dopo sol che sorge

    Colta la mandraga, fanciulle s’accarezza

    S’abbracciano dicendo, la litania scelta

    [21]

    Matraguna, Matraguna,

    mandragora, mandragora

    Marita-ma peste-o luna

    maritami fra un mese

    Cà de nu m’ai marita

    poiché se non lo fai

    Oiu veni si te-oi ciunta

    io torno a farti a pezzi

    Frunza verde matraguna,

    erba verde, o mandragora,

    Pasere ce esti nebuna,

    Bell’uccello, che è tanto folle

    De-mi tot cânti sara pe luna

    canta per me, la sera sotto la luna.

    Femmina che d’uom, amor vuol provocare

    Quan sradica mandraga, nude va spogliare

    A suo posto nella buca, vi versa le monete

    Cosparge pur di vino, la mandragor sete

    Fanciulle van in campi con vecchia praticon

    Dopo aver mangiato, e danzano quasi nude intorno alla mandraga, s’inchinano scalzate

    Li alla mezzanotte, s’abbraccian carezzate

    Pronuncia praticona, più formule d’incanto

    Parlan i compagni, s’abbraccian e si bacian

    Fanno del bivacco, la vecchia ha terminato

    Iniziano danzar, e terren suo vien scavato

    Chiave par l’intento, con cui viene raccolta

    Attent a non scassare, nessun pezzo radice

    S’è colta a creare l’odio, si sputano sul viso

    Si scambiano gl’insulti, si picchiano di rito

    S’è colta per amore, ovvero per dragoste

    Per maritar oppure, ballare o far le feste

    2 donne pur anziane, digiune van cercàr

    Portan pan e sale, e un soldo per trovàr

    In luoghi assai nascosti, la raccoglieranno

    Devono spogliarsi, e inchinarsi per 3 volte

    Con visi volti a oriente, 3 volte van girar

    E più incanti a recitar, al fin di sradicàr

    Pur senza parlarle, mostra la tua gioia

    Finché giudicherai, che sia di buon umore

    Bevi mangia accanto, saluta col buongiorno

    Invoca qual sovrana, e rivela il tuo bisogno

    “Tu sei regin dei cieli, e radice della terra

    Sovrasti le tempeste, e vesti ondose foglie

    Sei la Regin dei fiori, ti invoco e bacio terra

    Concedi guarigione, che la tua forza sferra

    Matragun salù, buongiorno mia Regina

    E ripete invocazione, rivoltale alla sera

    cercato camminato, incantesim hai portato

    in bicchiere messo a guarir quest’ammalato

    Malato beve miele, la vecchia versa l’acqua

    Tutta su sua testa, e poi lo spalma in miele

    Lega sul suo collo, coton rosso col soldo

    Riveste con camicia, il rito par assolto

    [22]

    3 cucchiai mistura, 3 volte al dì si beve

    Ciò dura per 3 giorni, astien cipolla cruda

    Non beve l’acquavite, almen due settimane

    Né vino birra od altro, per fin 6 settimane

    Non prende latte fresco, per 4 settiman

    Pur cibi zuccherati, intestino a riordinar

    Dieta assieme a igiene, e cuor di terapia

    Com in amazzonia, accompagna disciplina

    Se la porti a casa tua, le dai più musicisti

    Le rendi onor regina, e mostri volto allegro

    Non litighi e non odi, ricorda tal consigli

    Lei ti salverà, e ti assegnerà dei figli

    Domenica con musa, continua deliziarla

    Conduci pur persone, per divertir danzarla

    Sempre resta allegro, specie di quel giorno

    Tu le auguri salute, lei gioia spand’intorno

    Eu va dau pâine si sare/ io vi don pane e sale

    Dar voi sa-mi dati sanatate/datemi forza salute.

    Fac cruce si bat matànii/mi segno e mi prosterno

    Si pui pâine si sare / ti dò pane e sale

    Sa-mi dai leac / perché tu mi dia guarigione

    Nasce Matragun, da seme d’impiccato

    Pianta erotica regina, procur fecondità

    Cogli in intenzione, trasmette al dna

    Ritual silenzio e, purezza del sessual

    Cogli a sua foglia, durante il plenilunio

    Paga con qualcosa, se vuoi abbi efficacia

    Incantala con danza, di gran venerazione

    Suo duplice potere, dipen dall’intenzione

    QUI TROVERETE TUTTE LE NOSTRE PIANTE DELLE STREGHE

    STRAMONIO:

    https://www.arborescens.it/prodotto/tintura-eroica-semi-stramonio-non-ingerire-10-ml/

    Semi di Datura Stramonium circa 10 pz

    Foglie Datura Stramonium 5gr

    ATROPA BELLADONNA:

    Radice di Atropa Belladonna 10 gr

    Foglie Atropa Belladonna 10 gr

    https://www.arborescens.it/prodotto/tintura-officinale-radici-belladonna-non-ingerire-10-ml/

    tintura eroica foglie Belladonna 10 ml (non ingerire)

    MANDRAGORA:

    Mandragola/Mandragora radice almeno 5/10gr

    Mandragola o Mandragora autumnalis pianta viva

    Semi Mandragora autumnalis 5 pz

  • Dosi e tempi di assunzione

    Dosi e tempi di assunzione

    A ciascuno di noi la sua dose, ad ogni preparato il momento adatto della giornata.

    Le dosi nel nostro sito sono puramente indicative, esse corrispondono mediamente adeguate per una persona adulta e sana e sono quindi possibili di variazioni a seconda del soggetto, per eccesso o per difetto. Ad esempio per i bambini le dosi possono essere significativamente ridotte fino a 1/10.

    QUANDO ASSUMERE I PREPARATI?

    Devono essere assunti, per aver risultati maggiormente efficaci a seconda del risultato che si desidera ottenere e come indicato dalle indicazioni qui di seguito riportate:

    MATTINO A DIGIUNO: Depurativi, lassativi e purganti, ricostituenti, diuretici, cicatrizzanti dello stomaco e dell’intestino, vermifughi.

    META’ MATTINA: Epatoprotettori, antireumatici, antisettici, tossifughi, cardiotonici, emmenagoghi.

    15/30 MINUTI PRIMA DEI PASTI: Ricostituenti, antiacidi, aperitivi, remineralizzanti.

    DOPO I PASTI: Digestivi, sedativi, antiacidi, antifermentativi e carminativi.

    PRIMA DI DORMIRE: Sedativi, lassativi, cardiotonici, circolazione.

    I preparati possono esser assunti una volta sola o per più tempo, è bene interromper il trattamento per qualche giorno in caso di lunghe somministrazioni.

    Non assumere integratori quando non è più necessario e interrompere immediatamente se i sintomi peggiorano o se si hanno effetti negativi all’organismo.

    In seguito nei link i nostri prodotti:

    https://www.arborescens.it/categoria-prodotto/preparati-per-uso-tecnico/

    https://www.arborescens.it/categoria-prodotto/arborescens-it/